IL NUOVO CORSO DI CPL CONCORDIA COME ESEMPIO DI TUTELA DELLA LEGALITÀ NELLA COOPERAZIONE

 

In riferimento ad alcune considerazioni espresse nel corso di un convegno sul Terzo Settore, la cooperativa desidera ricordare quanto intrapreso per la tutela della legalità. Vi sono infatti una CPL del passato e una CPL del presente: su quella del passato sono state avviate alcune azioni giudiziarie che stanno seguendo il loro corso e sul quale confermiamo il pieno rispetto e fiducia nella magistratura.

 

La CPL di oggi è un’azienda diversa, come hanno evidenziato, dopo un vaglio scrupoloso, gli organi competenti, fra i quali la Prefettura e l’Anac, che hanno espresso valutazioni importanti circa la situazione attuale dell’impresa. La revoca di tutte le interdittive a carico della cooperativa capogruppo e delle società controllate rappresenta un’ulteriore conferma dello spirito improntato alla piena legalità che costituisce il motore della CPL di oggi.

 

La logica della nuova CPL è l’intento di passare da una cooperativa incentrata sulla figura del “capo” ad una cooperativa incentrata sulle persone, in primis i soci. Soci che hanno deliberato con rapidità e coraggio il completo rinnovamento degli organi di governo dell’impresa, che hanno approvato nuovi e più stringenti strumenti di controllo della legalità.

 

Ciò dimostra che la cooperativa ha al suo interno le forze per rispondere ai comportamenti illegali. Esse sono principalmente i soci, ma non solo. Il mondo cooperativo ai vari livelli, da quello provinciale, regionale e nazionale, si è attivato fin da subito per trovare una risposta e una serie di soluzioni alla questione CPL, perchè quanto operato a tutela dell’impresa e dei lavoratori potesse divenire un esempio, un paradigma del modo di procedere della cooperazione in risposta ad un certo tipo di “deviazioni”. Parliamo di tolleranza zero nei confronti di coloro che si fossero macchiati di reati, di azione civile di responsabilità per violazione dei doveri imposti dalla legge e dallo statuto sociale, di pieno sostegno ai lavoratori e all’impresa per la salvaguardia dei posti di lavoro e tutela di un patrimonio di conoscenze e abilità tecniche e operative ultracentenarie di un territorio.

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17 febbraio 2016

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