Con l’avvio nell’aprile 2006 della borsa dei titoli di efficienza energetica e scaduto il termine per la presentazione e l’annullamento dei certificati bianchi, si possono oggi trarre le prime valutazioni.
A fronte dell’obiettivo 2005 pari a 156.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio), l’AEEG (Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas) ha certificato ad oggi risparmi per 280.000 tep di cui il 75% di tipo 1, il 21% di tipo 2 ed i rimanenti di tipo 3.
I progetti sono suddivisi:
I valori medi di mercato sono stati di 65-80 euro per i titoli di tipo 1, 95 euro per i titoli di tipo 2 e poco meno di 30 euro per i titoli di tipo 3. Il risultato può far pensare ad un eccesso di disponibilità per gli anni futuri e frenare così la spinta agli investimenti, in particolar modo da parte delle ESCO. Tuttavia alcune considerazioni portano a ritenere il contrario. Innanzitutto il numero dei progetti certificati risente del recupero degli anni di transizione 2001-2004. L’alta percentuale dei progetti relativi alle lampadine ad alta efficienza è in realtà falsata dal massiccio ricorso dei maggiori distributori all’escamotage (purtroppo autorizzato dai DD.MM. 20 luglio 2004) di distribuire dei buoni omaggio senza l’obbligo di verificare successivamente il loro effettivo ritiro e utilizzo. E’ alquanto improbabile che ad ogni buono distribuito corrispondano un effettivo ritiro e regolare utilizzo!
Un’indagine svolta presso le ESCO (operative o solo accreditate) fa prevedere una disponibilità di TEE insufficiente per soddisfare gli obblighi dei prossimi anni. Gli obiettivi di risparmio aumentano nel quinquennio 2005-2009 raddoppiando ogni anno passando dai 0,2 Mtep del 2005 ai 2,9 Mtep del 2009.
Il disegno di legge 691 (1), all’articolo 2, comma 2a prevede l’incremento degli obiettivi quantitativi delle misure a favore dell’efficienza energetica degli usi finali dell’energia. Purtroppo non è ancora chiaro se estenderà tale obbligo ai distributori con meno di 100.000 clienti, come già previsto dai DD.MM. 20 luglio 2004. Per fugare definitivamente l’incertezza degli operatori è necessario che la Legge delega e il conseguente Decreto Legislativo confermino la bancabilità dei TEE certificati nel primo quinquennio anche per quello successivo (in caso contrario si arriverebbe al paradosso che i progetti certificati nel 2009 usufruirebbero di un solo anno d’incentivi), estendano anche ai distributori minori l’obbligo del risparmio, diano delle linee guida all’AEEG per la determinazione del recupero tariffario ad un valore più consono agli investimenti necessari.
Quest’ultimo punto merita un approfondimento. Considerato che il periodo incentivato dura 5 anni, fermo restando un valore medio di 100 euro/tep, si ottiene un incentivo di 500 euro/tep. Ricordiamo che i risparmi generati dagli interventi sono di norma lasciati del tutto o in buona parte ai clienti finali (profit sharing) e che la ESCO deve coprire oltre alle proprie spese generali anche un minimo margine operativo. E’ facile dimostrare che con 100 euro/tep solo gli interventi a basso investimento (buoni omaggio, kit aeratori, etc.) hanno un business plan industrialmente accettabile e che non si determina un spostamento significativo per le principali tecnologie efficienti (cogenerazione, caldaie a quattro stelle, etc.).
Per il momento l’AEEG ha confermato anche per il 2007 il valore del contributo tariffario pari a 100 euro per tonnellata di petrolio equivalente risparmiata. Il comunicato stampa chiarisce che il valore è stato confermato “…nonostante il fatto che gli aumenti dei prezzi dell’energia registrati nell’ultimo anno abbiano determinato un sensibile aumento della convenienza economica intrinseca e diretta, per gli utenti, offerta da interventi di risparmio energetico.” Questo per “…continuare a favorire decisamente le iniziative…”. Forse gli operatori del mercato dovrebbero fornire qualche chiarimento all’Autorità!!