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110 anni, atto primo: Bologna

Nel capoluogo emiliano si è tenuto il primo dei 6 convegni proposti da CPL per celebrare i 110 anni di attività

Il “parterre” dei relatori che si è confrontato sul tema “cultura ed impresa cooperativa”

A Bologna, lo scorso 21 maggio, si sono ufficialmente aperte le celebrazioni per i 110 anni di costituzione della cooperativa CPL Concordia. Pochi giorni prima, nella conferenza stampa del 5 maggio, era stato illustrato alla stampa il programma dei 6 convegni previsti nelle diverse aree d’Italia in cui CPL opera. L’intento dell’intero ciclo di eventi, oltre che informativo sulla diffusione dell’azienda di Concordia oggi a livello nazionale, è quello di riflettere, insieme a tutti gli interlocutori di CPL, sulle questioni fondanti dell’essere e dell’agire cooperativo, rispetto ai cambiamenti della società, del mercato, del mondo in generale, per preparare la strada alle generazioni che seguiranno.

Il convegno si è svolto nel solco del ricordo di Ivano Barberini, presidente dell’Alleanza cooperativa internazionale, scomparso ai primi di maggio. Dopo la lettura di un passo dell’intervista al Presidente dell’ICA contenuta nel saggio “Per chi verrà dopo di me”, la moglie Nerina ha voluto testimoniare la gratitudine per l’affetto della cooperazione nei riguardi di Ivano, “nella speranza che i suoi messaggi e i suoi ideali vivano oltre di lui, nel movimento cooperativo in cui tutti noi, oltre alla passione, abbiamo messo il cuore”. Il presidente di CPL Roberto Casari le ha consegnato una targa alla memoria di un vero cooperatore, Ivano, che CPL aveva invitato come relatore al convegno, ed ha annunciato che la sala assemblee della sede bolognese di CPL sarà intitolata a Barberini.

Dopo questo momento di comune e partecipe commozione, Paolo Franchi, editorialista del Corriere della Sera, ha introdotto in veste di coordinatore il tema “Cultura dell’impresa cooperativa”: una scelta non casuale per Bologna, considerata a ragione come la capitale italiana del Movimento cooperativo. Il presidente Casari ha descritto il caso di solidarietà intra-cooperativa che ha vissuto in prima persona con la cooperativa CPL, il “salvataggio” dei lavoratori della cooperativa Edilter e l’integrazione in CPL: “Quando si parla di solidarietà bisogna intervenire nel movimento cooperativo, perché anche noi CPL abbiamo avuto bisogno di sostegno”.

Il Presidente CPL Casari consegna la targa a Nerina, moglie di Ivano Barberini

Nel suo intervento l’assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna Virginio Merola ha dichiarato che l’amministrazione bolognese conta sulle cooperative per il capitale di fiducia che vanta fra i cittadini, per la coesione sociale e il radicamento territoriale che concretamente promuove: ha rilevato la capacità di rinnovamento del Movimento cooperativo che ha auspicato possa “contagiare” anche la realtà politica e i gruppi dirigenti. L’onorevole Sandra Zampa, deputato PD, rievocando i propri esordi da cooperatrice nell’agenzia stampa DIRE e il superamento delle difficoltà (solidarietà interna con l’autoriduzione degli stipendi e aiuto da parte di altre cooperative), ha affrontato il tema della formazione universitaria e post laurea relativa alla cooperazione (Master dell’Alma Mater Graduate School) individuando nella qualità delle risorse umane l’elemento essenziale per superare la crisi.

“Qui a Bologna parliamo ancora di Movimento, e cioè di imprese cooperative che avendo una propria idea dell’economia e della società, basata sul principio del rispetto della persona si organizzano insieme per perseguire questa che è un’idea politica”: così ha esordito Ethel Frasinetti, direttore generale Legacoop Bologna, evidenziando il capitale reputazionale e di fiducia delle cooperative che emerge come decisivo anche nelle analisi del Premio Nobel Amartya Sen e che le cooperative “non sono gelose di condividere”. “Sono molte le realtà che guardano a noi in cerca di risposte non di breve ma di lungo respiro”, perché nelle cooperative “oggi c’è la possibilità di misurarti con le tue capacità in un pensiero più collettivo, che argina l’individualismo”. Frasinetti ha ricordato lo sforzo di rinnovamento generazionale e di genere, rappresentato anche dall’esperienza di Coop Generazioni, ed ha accolto l’accusa non comunicare bene da parte della cooperazione invitando però la stampa a superare visioni ideologiche e a “visionare sul campo” i progetti cooperativi, come quello dell’Agenzia “Cooperare con Libera Terra” che sostiene le coop antimafia.

Franco Buzzi, presidente del Comitato Vigilanza del CCC, ha rimarcato la necessità di figure di riferimento come Barberini per il contributo di idee che sapevano dare, e per contro la singolarità nell’atteggiamento di partiti e di governi che non tengono in alcuna considerazione la cooperazione come soggetto capace di risposte forti ai problemi economici e sociali del Paese. Buzzi ha citato un’indagine indipendente commissionata dall’ANCPL che ha descritto le cooperative come “imprese vere e non come organizzazioni che sopravvivono grazie all’assistenzialismo”; resta il nodo della partecipazione dei soci,
soprattutto nelle cooperative di grandi dimensioni, e su questo “occorre pianificare ed investire risorse come avviene con i budget di produzione”. Stefania Marcone, responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali di Legacoop, ha sottolineato il valore delle persone che nell’esperienza cooperativa si incontrano, e ha ricordato quanto sia stimata l’esperienza della cooperazione italiana a livello internazionale, suggellata dalla presidenza Barberini. “La dicotomia fra vocazione territoriale e dimensione internazionale delle cooperative è apparente”, soprattutto se si crede fermamente “nel valore del trasferimento di esperienze. La cosa che nel mondo reputano particolarmente interessante dell’esperienza cooperativa italiana è quella di essere stata in grado di mantenere un’organizzazione multisettoriale
con una grande autonomia delle proprie associate, avendo però sempre politiche di sistema”. Marcone ha posto l’accento su un dato sempre sottaciuto: gli occupati nelle imprese cooperative a livello mondiale sono oltre 100 milioni, il 20% in più degli addetti delle multinazionali che sono ritenute il vero motore della globalizzazione.

Marino Ropa, “meccanico” DOC della cooperativa (primo a sx), riceve il meritato premio dal Responsabile d’Area Bologna Antonio Grandi (secondo a sx)

Onelio Prandini, già Presidente Nazionale di Legacoop, ha rievocato i trascorsi cooperativi comuni dal livello locale al nazionale in compagnia di Barberini, Raimondi e Bartolini; ha citato il contributo della cooperazione italiana alla nascita dell’internazionale cooperativa fin dagli esordi del 1895, data prossima alla nascita di CPL nel 1899. Dopo le conclusioni del convegno, il responsabile comunicazione di CPL Gabriele Greco ha presentato brevemente i due volumi (un saggio e un libro fotografico) realizzati in occasione dei 110 anni; i presenti hanno poi assistito alla proiezione del video “110”, suggestivo cortometraggio sulla storia ultracentenaria di CPL narrata attraverso i volti e le voci dei lavoratori di oggi. Prima del taglio del nastro, non è mancata l’occasione per consegnare alcuni riconoscimenti: fra gli altri a Fabio Carpanelli, ex Presidente del Consorzio Cooperative Costruzioni, il quale ha ricordato il filo rosso societario che unisce le coop Terraioli, Edilter e CPL ma anche un filo rosso delle persone, fra le quali Ludovico Galletti, capo area della Terraioli e padre di Claudio Galletti di CPL. Carpanelli ha annunciato per il 29 giugno la titolazione della Fondazione Storia e Civiltà della Cooperazione a Ivano Barberini, in occasione della presentazione del libro “Come vola il calabrone” scritto dallo stesso presidente ICA.

Targhe “al merito” sono andate anche a Marino Ropa - capo officina “storico” di Bologna, che ha vissuto l’appartenenza alle cooperative Terraioli, Edilter e CPL, premiato dal Responsabile d’Area Antonio Grandi - e a Claudio Galletti, responsabile della sede bolognese di CPL e prima ancora “traghettatore” dei 70 dipendenti Edilter nella cooperativa modenese.

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